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Yahoo come Google e Facebook: 13 mila dati chiesti da Governo Usa

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Nuovi dettagli emergono di giorno in giorno sul Datagate e in particolare sul caso Prism, il programma di controllo e raccolta dati da parte dell'intelligence americana attraverso l'accesso ai server delle maggiori società informatiche.

Google e Facebook hanno già “confessato” di aver fornito i dati degli utenti, rivendicando, però, l'assoluto rispetto della privacy, e adesso è uscito allo scoperto anche Yahoo.

L'amministratore delegato Marissa Mayer e il consulente generale Ron Bell hanno rivelato, sul blog dell'azienda, di un numero di richieste compreso tra 12.000 e 13.000, specificando che si è trattato soprattutto di informazioni legate a casi criminali, indagini su omicidi e rapimenti.

Nel frattempo Google ha chiesto alla Fisc (Foreign Intelligence Surveillance Court), l'organismo che autorizza le richieste di dati da parte dell'intelligence) di rompere l'obbligo del silenzio e parlare sulle informazioni che è stata costretta a fornire alle autorità.

In pratica il colosso di Mountain View si sta appellando al primo emendamento della Costituzione americana sulla libertà di parola e di informazione e tenta, in questo modo, di proteggere la sua reputazione dopo le rivelazioni legate al Prism. In particolare, Googlechiede di poter pubblicare il numero totale delle richieste che le sono arrivate dalla Fisc e il numero degli account di utenti coinvolti.

Lo scorso 7 giugno, Google ha diffuso una nota specificando che "di tanto in tanto qualcuno avanza la supposizione che abbiamo creato una back door, una `porta di servizio` per consentire al governo l'accesso ai nostri sistemi, ma Google non ha una `back door` attraverso cui il governo possa accedere ai dati privati degli utenti".

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