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Wonder: il motore di ricerca dal volto umano

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Esistono diversi tipi di motori di ricerca anche se la quasi totalità degli internauti utilizza Google. Il motore di ricerca più famoso al mondo utilizza dei software che mettono in fila i siti web combinando le parole di ricerca, l’utilità e la qualità presunta in modo da fornire un servizio agli utenti ed ai propri inserzionisti. C’è chi ha deciso di lanciare un motore di ricerca che si basa su presupposti completamente differenti. Si tratta di Wonder.

Al momento Wonder è disponibile soltanto in lingua inglese. Se da un lato Google, ad ogni ricerca, propone il numero di risultati e la velocità con la quale li ha ottenuti . Dall’altro c’è Wonder che promette una risposta entro un’ora e che non elenca mai tutti i risultati che ha ottenuto, ma lascia solo quelli che reputa interessanti.

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Se da un lato c’è Google che utilizza dei sofisticatissimi spider per analizzare più volte ogni giorno tutti i siti web esistenti. Dall’altro c’è Wonder che è formato da una serie di ricercatori esperti che ricevono una mail con la query, la ricerca, degli utenti e la eseguono. Wonder, infatti, è formato solo da esseri umani esperti in vari campi e soprattutto bravi a fare delle ricerche e ad individuare le fonti più attendibili.

Wonder a tutti gli effetti si propone come un assistente. Una sorta di bibliotecario sempre disponibile per fare una ricerca bibliografica utile per l’utente. Facciamo un esempio. Un ragazzo deve preparare una relazione sul Risorgimento italiano ed ha necessità di inserire un capitolo sulla casa Savoia e sui Borboni del Regno delle due Sicilie. Non è centrale come le figure di Garibaldi e di Cavour, ma ha una sua rilevanza ai fini della relazione.

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Apre Wonder e passa la richiesta ai ricercatori. Continua il suo lavoro concentrandosi sulla parte principale della relazione. Dopo una mezzoretta arriva la mail di uno dei ricercatori, si firmano con nome e cognome, con tutta la ricerca effettuata dei rapporti tra Savoia e Regno delle due Sicilie. Allo studente non resta che prendere atto della ricerca integrarla nella propria relazione e ringraziare Wonder. Potrebbe essere la classica lotta di Davide contro Golia, ma l’approccio di Wonder, soprattutto se dovesse trovare i fondi per ampliare e diversificare il gruppo dei ricercatori, è sicuramente molto interessante.

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