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Wikipedia contesta il diritto all'oblio sul web: "Immorale nascondere informazioni ai cittadini"

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La nuova norma sul diritto all’oblio che, su input della corte di Stasburgo, sta permettendo la cancellazione dal web di contenuti sensibili relativi a individui intenzionati a farsi “dimenticare” almeno in parte dalla rete, trova una ferma opposizione nei portavoce di Wikipedia.

Diritto all’oblio, un comitato esecutivo di Google valuta le opinioni del popolo della rete

Partendo da considerazioni di carattere generale, basate sulla illegittimità di qualsiasi provvedimento che disponga la rimozione di informazioni di interesse pubblico, il direttore esecutivo della fondazione Wikimedia ha mosso critiche molto severe all’indirizzo della giustizia comunitaria, accusata a chiare lettere di far “scomparire notizie scomode in mancanza di “prove reali, controllo giurisdizionale o processo d’appello”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il fondatore della grande enciclopedia online “collaborativa e gratuita” Jimmy Wales, intenzionato a dare battaglia in ogni sede contro un “atto immorale e lesivo dei diritti umani” in quanto fondato sulla presunzione del potere politico e giudiziario di “usare la forza per mettere a tacere alcune persone”.

La storia, ad avviso del creatore di Wikipedia, tende ciclicamente a ripetersi senza far tesoro dei vecchi errori, mettendo anzi in discussione conquiste di civiltà considerate acquisite e intoccabili dalla maggioranza silenziosa dell’opinione pubblica ma evidentemente non difficili da attaccare per vie traverse.

(Sentenza sul diritto all’oblio in Europa: cosa cambierà per le informazioni sul web?)

Delicatissima, in effetti, è apparsa dal primo momento la materia del bilanciamento tra diritto alla privacy dei cittadini interessati a far perdere le tracce di sé nel mare magnum di internet e dovere dei gestori della rete di informare gli utenti, tenendo lontana ogni tentazione di censura.

Fa riflettere, comunque la si pensi riguardo alla decisione della Corte europea, quanto rivelato dal gruppo di lavoro italiano di Wikipedia in merito agli effetti immediati della sentenza di Strasburgo: tra i risultati della ricerca rimossi nelle settimane scorse in virtù del rinnovato orientamento giurisdizionale comunitario, figurano pagine di non trascurabile importanza a livello storico, politico o giornalistico, a partire dalle ricostruzioni della vita (soprattutto delle “opere”) di Renato Vallanzasca e della tristemente nota Banda della Cormasina.

Ѐ giusto, o meglio inevitabile, che in nome del diritto all’oblio si proceda velocemente all’eliminazione di contenuti e informazioni sgradite ai diretti interessati ma di rilevante peso agli occhi dell’opinione pubblica comunitaria?

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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