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Virus, attenti a Zeus: colpisce pc, tablet e smartphone

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La saetta di Zeus potrebbe essere molto pericolosa: soprattutto per i vostri tablet, computer e smartphone. Il virus informatico utilizzato per furti di identità digitale è rimasto al passo con i tempi e si è aggiornato. Nel 2012 sono già stati registrati più di 66.000 casi, con l'Italia tra i paesi informatizzati più esposti all'attacco di Zeus, dopo India e Stati Uniti.

L'infezione arriva in diversi modi a cominciare dall'allegato via email, in un messaggio di posta che risulta comunque interessante per l'utente per oggetto e materia. Gli allegati si rivelano, poi, file eseguibili camuffati. Nell'email, altre volte è indicato direttamente un link che, anche in quel caso, rimanda a un sito pericoloso.

Una volta insediatosi nel dispositivo, Zeus se ne impadronisce completamente, e chi lo gestisce da remoto può compiere una serie di operazioni a danno del titolare del pc: dal furto delle credenziali di autenticazione ai servizi on line all'utilizzo del sistema informatico su cui è installato il malware per finalità illecite, come attacchi informatici ai danni di altri sistemi terzi e tutto senza che il possessore del pc infetto si accorga di nulla.

Le modifiche e gli aggiornamenti– spiegano dalla Polizia Postale- vengono fatte da un lato per renderli invisibili ai sistemi antivirus e di sicurezza, dall'altro per nascondere con maggiore efficacia le tracce che il malware lascia in rete nel momento in cui viene utilizzato per sottrarre dati”. Le modalità di contagio sono tantissime e vanno dai pc agli smartphone fino ai tablet.

Il consiglio - spiega la Polizia Postale - è utilizzare computer con sistemi antivirus sempre aggiornati, evitare di aprire allegati o di selezionare link di cui non si conosce il mittente”.

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