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Videogiochi, la Russia bandisce quelli occidentali

La guerra fredda tra Russia e Stati Uniti si sposta nel mondo dei videogame. Il ministro delle comunicazioni russo, infatti, ha chiesto al governo 500 milioni di rubli, oltre 13 milioni di euro, per promuovere war-games che annullino tutti i luoghi comuni sui soldati dell'Armata Rossa.

Molti dei videogiochi occidentali come 'Call of Duty: Modern Warfare 2', che ruota attorno a una Russia bellicosa, autoritaria e ultra nazionalista, saranno banditi a favore di giochi elettronici creati ad hoc per offrire un'immagine positiva, sia in Russia che nel resto del mondo, dell'esercito sovietico. Da anni si lavora a migliorare l'immagine del paese, con molte difficoltà, non è facile scalfire alcuni pregiudizi, e adesso si prova mettendo le mani sui videogames.

Per ora è solo una proposta di legge, ma molti produttori di videogames russi si stanno già adattando a tale eventualità. Le società Aspyr e 1C hanno lanciato, poco tempo fa, titoli come 'Morte alle spie: il momento della verità', in cui l'eroe è un agente sotto copertura della vecchia SMERSH, l'organizzazione di anti-spionaggio sovietica, che nei film di 007 è sempre stata la fonte del male, e 'Uomini di guerra, la corrente rossa', in cui si guida dei gruppi di commando russi super specializzati nel Mar Nero.

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