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Una trashata al giorno, Il cartaio di Dario Argento

E' debito fare una premessa: non ce ne vogliano i fan sfegatati di Dario Argento. Ma il maestro dell'horror, autore di autentici capolavori del genere, pare non conosca mezze misure. La carriera del regista nato 70 anni fa a Roma ha subito infatti degli inspiegabili passaggi a vuoto. Un esempio è possibile ritovarlo nell'insignificante Il Cartaio, lungometraggio del 2003 con un cast che contava, fra gli altri, su Silvio Muccino, Stefania Rocca e Claudio Santamaria. Tutti doppiatori di se stessi in una maniera che risulta sconcertante. Come del resto la sceneggiatura, banale oltre ogni misura. Ah, qualora non aveste ancora visto il film, l'assassino è l'agente Carlo Sturni, interpretato da Santamaria. Ma non vi sveliamo molto di nuovo giacché il responsabile della catena di omicidi, a cui le forze dell'ordine assiste pressoché inerme, è facilmente individuabile già molto prima dei titoli di coda, raramente tanto agognati.

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