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Una trashata al giorno, Marina compra l'uccello

Se la misconosciuta cantante Marina esulta per aver trovato finalmente l'uccello non è certo per una profonda passione ornitologica. Il brano, prodotto tra gli anni '60 e '70, dà conto, attraverso inequivocabili sensi unici (definirli doppi sensi sarebbe un'offesa al genere), dell'esordio nel mondo dell'Eros di una fanciulla piuttosto disinibita. Qualcosa però non va per il verso giusto. E, in tempi in cui la pillola del giorno dopo è solo fantascienza, non resta che constatare 'il flagello' che 'nella gabbia ha fatto l'uccello'. Nota a margine. Il titolo posto sulla copertina del disco ('Finalmente ho comprato l'uccello') differisce da quello riportato sul vinile ('Finalmente ho comperato l'uccello'). Si tratta di refusi a cui piccole e maldestre case discografiche dell'epoca andavano spesso incontro.

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