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Usa Facebook per giudicare un imputato e viene espulsa

Facebook può fare danni e non solo apportare benefici a singoli e società, almeno stando al caso di una signora inglese che ha fatto troppo affidamento sul network di Mark Zuckerberg.

Giurata in un processo svoltosi nel Regno Unito, la donna ha chiesto aiuto ai suoi amici di Facebook per stabilire se l'imputato fosse colpevole o innocente.

Nello specifico la donna ha aperto un sondaggio per cercare di chiarirsi le idee, andando contro il dettato legislativo in base al quale i giurati non possono parlare al di fuori della Corte del caso che sono chiamati a giudicare.

La giurata non ha solo aperto un sondaggio ma ha anche reso disponibile la documentazione relativa al caso che riguardava l'abuso sessuale su un minore da parte di Farooq Ahmed, Hardeep Singh e Nelson Caldeiro-Claudino.

Chiaramente la donna è stata fatta fuori dalla giuria ma, per sua fortuna, non è stata considerata colpevole di oltraggio alla Corte; potrebbe però essere costretta a pagare una multa o addirittura finire in carcere per aver reso noti documenti riservati.

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