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Un decalogo per i blog?

Un codice di condotta per i blog? In rete si sta discutendo sull'opportunità di stabilire delle regole, più o meno condivise, per garantire degli standard qualitativi più alti.

L'evento che ha dato il via alle discussioni non è per nulla positivo: la blogger americana Kathy Sierra ha ricevuto a fine marzo delle minacce di morte tra i commenti anonimi del suo blog.

L'editore Tim O'Reilly ha perciò lanciato l'iniziativa di provare a stabilire delle regole di condotta per blogger, anche relativamente alla scelta di consentire o meno commenti anonimi. Assieme a O'Reilly, anche Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, sta lavorando per creare delle linee di comportamento da seguire.

E' stato allestito un wiki che permette a tutti di prendere parte alle discussioni. Il Codice di Condotta per i blogger contiene attualmente sette regole, tutte basate sul buon senso e sul rapporto di massima civiltà e trasparenza tra blogger, commentatori e lettori.

Tra le regole indicate, il no ai commenti totalmente anonimi e senza l'indicazione dell'indirizzo mail, la scelta di ignorare i troll, la cancellazione (motivata) di commenti che non siano conformi al buon senso civile, e una ovvia ma decisa assunzione di responsabilità sui post scritti.

Trascinata da due guru come O'Reilly e Wales, tutta la blogosfera sta dicendo la sua e proponendo le proprie regole. Lo scopo finale non è tanto quello di arrivare ad un compromesso che permetta di stilare un vero e proprio decalogo, ma di riflettere sull'argomento e decidere in coscienza le regole che ognuno voglia dare a se stesso.

Anche in Italia è partito il dibattito: ad indicare le proprie regole e a discutere sull'utilità di un codice di condotta, ci sono tra gli altri Massimo Mantellini, Luca De Biase, Luca Conti e Paolo Valdemarin.

[foto di dbdbrobot]

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