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Uccidiamo la Gelmini: su Facebook gruppi contro il ministro

C'è rivolta nel mondo dell'Università e della scuola. Il ministro dell'Istruzione Gelmini ha annunciato di voler chiudere alcuni atenei che sono anche in dissesto finanziario.

E' già arrivata in un comunicato la risposte di Rete29 Aprile, il network di ricercatori dell'Università pubblica italiana che è durissimo contro la riforma Gelmini.

Mentre in una intervista la Gelmini ha aperto ai videogiochi per usarli come strumento didattico per le scuole e le università, su Facebook sono nati diversi e inquietanti gruppi contro il ministro.

Senza investire il social network del ruolo del mostro o del diavolo sociale, basta fare una ricerca e attualmente si trovano circa una decina di gruppi intitolati 'Uccidiamo la Gelmini'. Molti creatori di questi gruppi sono ragazzi giovanissimi pressocchè adolescenti almeno a quanto si capisce dalle foto dei loro profili.

Tra i nativi digitali c'è chi è contro la scuola e vorrebbe abolirla con argomentazioni che non riguardano l'attuale riforma ma più capricci dovuti alla giovane età come 'facciamo sciopero' o 'distruggiamo le scuole e andiamo a Roma'. Altri si dichiarano orgogliosi dell'appartenenza ai gruppi e segnalano come positiva la segnalazione degli stessi in tv.

Si tratta certamente dell'opera di pochissimi ragazzi che cambiano spesso il nome del gruppo che hanno creato: alcune volte i membri si ritrovano inconsapevolmente in gruppi del genere e rischiano certamente quanto gli amministratori una segnalazione della Polizia Postale.

Le minacce su Facebook al ministro Gelmini hanno già raccolto la solidarietà dalla maggioranza e di alcuni politici.

Ci si chiede se questi gruppi vadano stigmatizzati, segnalati dai media come giornali e televisione o se bisognerebbe prendere dei provvedimenti nei confronti dei creatori di questi Gruppi magari insegnandogli un uso consapevole e sano dei social network.

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