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Addio trailer sul web? La Siae chiede soldi

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Una nuova polemica sta travolgendo il web e riguarda uno dei temi più delicati in rete: quello del diritto d'autore. Ciò che si profila stavolta è una svolta piuttosto importante per i siti specializzati di cinema, che dovranno pagare per pubblicare i trailer dei film.

Cerchiamo di ripercorrere le prime fasi di questa vicenda, che nelle ultime ore sta ovviamente preoccupando tanti gestori di siti più o meno amatoriali. Tutto nasce da una telefonata: quella fatta dalla SIAE (società italiana autori e editori) al sito Corriere della Fantascienza. Con questa telefonata, la SIAE ha chiesto ai responsabili del sito di pagare le licenze per i video-trailer dei film pubblicati, in quanto contenenti musica della cui SIAE protegge i diritti.

"450 euro al trimestre per pubblicare non più di trenta trailer", questa la richiesta fatta in virtù del recente accordo tra Agis e SIAE. Quelli del Corriere della Fantascienza spiegano ai loro lettori che pagare per pubblicare dei trailer, che sono di fatto video promozionali dei film in uscita, è totalmente insensato. Totalmente ineconomico pagare soldi per pubblicare materiale che non rende poi altrettanto guadagno al sito. Dunque la scelta: "Noi i trailer non li pubblicheremo più, ma quanto meno sia ben chiaro a tutti di chi è la colpa di queste vessazioni fuori da ogni logica".

La SIAE è probabilmente pronta a fare le stesse richieste ai vari siti che contengono trailer online, e così il Post ha voluto andare in fondo alla vicenda approfondendo con i diretti interessati. La loro intervista a Stefania Ercolani, responsabile per la multimedialità della SIAE, dà a tutti qualche informazione in più: "Certo, è necessario un accordo con la SIAE per pubblicare i trailer online", così è arrivata la conferma ufficiale ad una vicenda che a molti sapeva di burla. In pratica tutti i trailer, essendo di almeno 2 minuti, vengono classificati come "opere intere" rendendo necessario il pagamento dell'onerosa spesa. E pare che il discorso sia equivalente per i trailer fisicamente ospitati sui server del sito come per quelli embeddati da YouTube.

La polemica è solo all'inizio: anche le pubblicazioni su Facebook o Twitter andrebbero adeguatamente pagate alla SIAE, una situazione che sarebbe del tutto inaffrontabile sia dai piccoli siti che da quelli più grandi, che in ogni caso non avrebbero dai trailer ricavi abbastanza grandi da rientare con le spese fatte per l'acquisto delle licenze. Molte persone sul web fanno notare l'assurdo: i trailer sono pubblicità per un film eppure con questo sistema rischiano di scomparire dal web italiano. Sarà contenta l'industria cinematografica?

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