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Telecom Italia limita il Peer to Peer ma non il VoIP?

Qualche giorno fa si era scatenata una polemica riguardo le nuove policy di Telecom Italia sulle linee ADSL.

Tutto è partito da un comunicato stampa nel quale veniva annunciato un cambiamento delle condizioni contrattuali dal giorno 1 Marzo nel quale Telecom Italia in alcune zone ed orari della giornata 'si riserverà la facoltà di introdurre, per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all'uso delle risorse di rete disponibili'.

In sostanza Telecom limiterebbe la velocità degli utenti che utilizzano ad esempio P2P (software peer to peer come eMule) e servizi di file sharing a manetta. Su Eraclito si era sviluppata una discussione sulla neutralità della rete e sul meccanismo di 'network managment' che Telecom intende adottare e che altri operatori già operano.

A chiarire la presa di posizione di Telecom Italia ci ha pensato Salvo Mizzi, responsabile Internet Media & Digital Communication di Telecom Italia, che ha risposto alle domande di Stefano Quintarelli, esperto di Tlc.

Mizzi scrive che 'le soluzioni di DPI analizzano alcuni campi del pacchetto IP per identificare le applicazioni che l’hanno generato. Il DPI implementato da Telecom Italia non entra mai nel merito del payload applicativo (per es. non viene presa in considerazione nessuna informazione sul contenuto del file scambiato)'.

Inoltre questa soluzione è stata presa al fine di migliorare il servizio e non dipende dal tipo di servizio backhauling cioè rame o fibra ma dalle aree locali dove c'è molto traffico e quindi a rischio congestione. Questo collo di bottiglia si presenta solo sui DSLAM (Digital Subscriber Line Access Miltiplexer) con backhauling in ATM (Asynchronous Transfer Mode ).

Questa soluzione di DPI, secondo Mizzi, è stata adottata in modo temporaneo e non discriminatorio sul traffico cumulato e non su quello del singolo cliente. Dunque TI colpisce le applicazioni ed a questo punto è lecito chiedersi se verranno toccati programmi come Skype.

Al tal proposito Mizzi ha risposto che le applicazioni VoIP, compresa Skype, non saranno oggetto di alcuna limitazione. Gli unici applicativi P2P che saranno limitati (temporaneamente e solo in casi di congestione) sono quelli dedicati allo scambio di file che occupano negli orari di picco oltre il 30% di banda downstream.

Foto: www.tomshw.it/news.php?newsid=15133

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