Telecom: pronta la 100 mega e Cubomusica

La vita comincia a 100Mbps simmetrici soleva dire qualcuno.

L'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) ha dato il via libera al piano di Telecom per portare la fibra ottica nelle case, i famosi 100 Megabit di connessione. Nella prima fase di sperimentazione verranno servite 7 città italiane (Roma, Milano, Catania, Venezia, Torino, Bari, Genova e Bologna) per 40 mila utenti.

In questo modo l'offerta potrà essere equiparabile con quella di Fastweb mentre successivamente il servizio potrà sforare regioni e utenti: Telecom ha fissato come obiettivo di coprire in fibra ottica il 50% della popolazione italiana entro il 2018.

All'inizio il canone della nuova 100 mega di Telecom dovrebbe essere di 60 euro al mese IVA inclusa per poi calare con le offerte di altri operatori che useranno le linee Telecom che però sono antiquante e non hanno bitstream. Gli operatori lavorano inoltre anche per far arrivare la banda in quelle regioni nell'ottica di una NGN nazionale.

Agcom infatti ha dato l'avvio ma solo se Telecom migliorerà l'offerta reselling per gli altri operatori (EasyIP, attualmente molto cara) e deve presentare entro circa 8 mesi un'offerta wholesale con consegna a livello IP, step fondamentale per far entrare altri operatori.

In questi giorni Wired Italia ha lanciato la campagna Piazza Wi-Fi per dotare 150 comuni italiani di accesso Internet wifi gratuito.

Telecom è attiva anche nel campo dei contenuti: qualche giorno fa ha presentato Cubomusica, piattaforma per la musica digitale dedicata a tutti i clienti broadband di Telecom, una sorta di jukebox celestiale. Si tratta di una ricca libreria di brani musicali (circa 4 milioni) disponibili in streaming on demand e da giugno anche in download per i clienti a banda larga di Telecom Italia.

Dopo i primi quattro mesi gratuiti l'offerta in streaming si arricchirà consentendo di scegliere diversi abbonamenti. In tal senso l'amministratore delegato Franco Bernabè che nel ruolo di Presidente della GSMA ha rilasciato al Financial Times delle dure dichiarazioni nei confronti dei content provider.

Bernabè ha minacciato siti come YouTube, Facebook e servizi come Skype o Google: 'L'era dei pasti gratis è finita. Fanno un utilizzo massiccio delle nostre reti ma non contribuiscono affatto al loro sviluppo'. Nei prossimi mesi l'UE intende avvicinare le due realtà, chi gestisce le reti e chi i contenuti, in modo da farle dialogare affinchè si giunga ad un accordo soddisfacente per entrambi.

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