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Taglio della ADSL ai pirati francesi

Prosegue in Francia il dibattito sulla legge HADOPI (Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet) che prevede la nascita di un organismo amministrativo per la vigilanza e il controllo della diffusione in Rete di materiale protetto da copyright.

L'ultimo emendamento inserito nella legge ed approvato in questi giorni dal Parlamento prevede la sospensione della connessione ADSL ai recidivi, cioè coloro che dopo un anno dai primi avvertimenti con l'invio di una mail e di una raccomandata a domicilio continueranno a scaricare illegalmente. Per il varo definitivo della legge la proposta dovrà prima ottenere l'approvazione all'Assemblea Nazionale e in seguito essere riesaminata da una commissione composta da deputati e senatori. Dopo dovrà pronunciarsi il Consiglio costituzionale sulla liceità di tagliare una linea internet con un semplice atto amministrativo.

L'iter legislativo è ancora lungo ma con questo emendamento il governo francese ha messo in chiaro quali sono gli obiettivi della sua legge: fermare il download illegale via internet e costituire un organismo di controllo per il Web. Sulla stessa lunghezza d'onda sembrano andare anche le proposte di regolamentazione nate negli ultimi tempi all'interno del governo berlusconi, ad inizio febbraio il Parlamento ha approvato un emendamento promosso dal senatore D'Alia nel quale si sansisce la "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet" e che potrebbe portare all'oscuramento di siti come YouTube o Facebook.

Il dibattito su questo tipo di leggi è ancora aperto, in Francia anche nella stessa maggioranza di governo sono nate voce di dissenzo, anche tenendo conto della sua difformità con la prossima direttiva dell'Unione Europea riafferma il diritto di accedere a qualsiasi contenuto con qualsiasi dispositivo per tutti gli utenti di internet. Numerose anche le proteste degli utenti francesi che vedono in questa legge una forte limitazione alla loro libertà di espressione sul Web, su Twitter i commenti negativi non mancano così come le discussioni sui blog che si fanno ogni giorno sempre più infuocate.

Guarda l'intervista al senatore D'Alia

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