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Svizzera in guerra, contro lo spam

La Svizzera dice no allo spam. E lo fa in modo netto, con una legge che punisce in modo molto severo chi abusa della posta elettronica. La nuova normativa sulle telecomunicazioni, entrata in vigore domenica, proibisce l'invio di messaggi pubblicitari di massa in assenza di autorizzazione da parte dei destinatari.

La legge si riferisce principalmente alle e-mail, ma vale per ogni altro strumento di comunicazione, come gli sms. Nel caso di messaggi pubblicitari, è richiesto di identificare in maniera corretta il nominativo del mittente, e dare la possibilità ai riceventi di interrompere in ogni momento la ricezione di queste mail. In ogni caso il ricevente dovrà aver preventivamente richiesto o approvato l'invio dei messaggi pubblicitari.

A differenza di altri paesi, la legge prevede sanzioni precise che non si limitano a sole multe, ma contemplano anche la concreta possibilità di pene detentive. Coinvolti anche coloro che, senza rendersene conto, fanno da complici all'invio di mail: gli svizzeri onesti dovranno perciò stare ben attenti a proteggere il pc da virus e worm per non rischiare il blocco dell'accesso ad internet.

L'esperto di bufale Paolo Attivissimo apprezza la normativa elvetica ma ricorda come essa non potrà salvare dallo spam i cittadini: "La legge porrà un freno allo spamming interno. Purtroppo siamo però di fronte ad un fenomeno transnazionale e quindi l'effetto sugli utenti sarà limitato. È comunque già un buon passo verso una legislazione più efficace".

Marc Henauer, responsabile del Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su internet, spiega che questa mossa è solo un primo passo per rendere la Svizzera un territorio non appetibile a spammers e criminali informatici in genere.

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