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Su Facebook tutti contro il videogioco dello stupratore

Rapelay è giunto in Europa trascinando con sé tante polemiche, in quanto l’obiettivo del videogioco giapponese è quello di commettere stupri; il giocatore deve perseguitare, molestare e violentare ragazze. Creato nel 2006 e distribuito da Amazon, è stato lo stesso sito di e-commerce a eliminarlo dal catalogo per alcune segnalazioni.

In Italia, invece, un’associazione di psicologi si è resa promotrice di una campagna su Facebook contro questo game che supera il limite, in quanto diseducativo e pericoloso, per questo si sono attivati per la sua messa a bando. Il gruppo “Mobilitamoci contro Rapelay” ha suscitato grandi consensi, in tre giorni ha ricevuto più di 10.000 adesioni.

Gli psicologi spiegano così questa iniziativa: ”In America e in Gran Bretagna sono riusciti a bandirlo dai siti web. In Italia, pur essendo unanime la condanna, ancora non è stata intrapresa una forte azione di contrasto del fenomeno. Il gruppo nato su Facebook chiede una più chiara regolamentazione e un più attento monitoraggio del fenomeno. E nasce con l´intenzione di denunciare tutti questi tipi"di ´prodotti´ altamente diseducativi e pericolosi".

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