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Su Facebook omaggio alla mafia

Da qualche giorno non si fa che parlare della presenza, su Facebook, di gruppi dedicati ai boss mafiosi sparsi in tutta la Penisola: gruppi dedicati a Totò Riina, Bernardo Provenzano e Matteo Messina.

Gruppi che riscuotono enorme successo e che non sono stati assolutamente censurati da parte della piattaforma permettendo peraltro l'immissione di commenti come quelli di un utente fan di Totò Riina che sostiene che il boss "è un grande" e scherza sulle stragi di mafia e sulle vittime di Cosa nostra.

Così sono molti gli utenti che si sono mossi di propria volontà e hanno dato vita a gruppi appositi per cacciare la mafia e i mafiosi da Facebook: nel giro di pochi giorni sono sorti i gruppi di protesta O noi o loro, 100mila firme contro la mafia on line, Fuori la mafia da facebook, A noi la mafia fa schifo, Gruppo per l'abolizione del fan club Provenzano.

Molte anche le reazioni con Sonia Alfano, presidente dell'Associazione nazionale familiari vittime della mafia, che dice che forse "c'è una mente che sta utilizzando Facebook per veicolare messaggi" e il presidente dei senatori Udc e membro della Commissione Antimafia, Gianpiero D'Alia, che dichiara di essere "profondamente indignato per la presenza di questi gruppi su Facebook. Se non verranno rimossi, sarebbe opportuno che tutti, politici in testa, si cancellassero dal social network".

La risposta ufficiale è comunque arrivata e non consola: "Facebook è una piattaforma per le discussioni on line che rispecchia quelle off line: di persona, via email e al telefono. Qualche volta vediamo gli utenti scrivere commenti, dibattere e discutere problemi controversi. Tuttavia la sola controversia non è una ragione per rendere inutilizzabile un gruppo o rimuovere una pagina".

Quello che è certo è che la presenza di così tanti gruppi pro-mafia non può che essere lo specchio di un'Italia divisa a metà...

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