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Skype contro i criminali

Dopo un periodo di lungo corteggiamento, Skype ha confermato la sua intenzione a collaborare con la Polizia consentendole di usufruire dei flussi telefonici dei suoi utenti. Questo sì è arrivato dopo l’insistente sollecitazione di Eurojust, l'organismo europeo che coordina le indagini in materia di criminalità informatica e dopo gli appelli della Direzione Nazionale Antimafia italiana.

La proposta di questo utilizzo del servizio di Voip era partita dal sito di Repubblica che aveva verificato come molte inchieste penali si fossero bloccate perché non era possibile intercettare le telefonate fatte online con Skype. La criminalità si adeguata ai tempi e utilizza sempre di più le nuove tecnologie, soprattutto questa che, come gli altri software per la comunicazione VoIP, suddivide la voce in pacchetti che vengono distribuiti verso migliaia di router, diversamente da come avviene con la telefonia tradizionale.

Skype dovrebbe, quindi, rendere disponibili gli algoritmi ed i codici affinchè i tecnici passano superare i sistemi di sicurezza e decifrare i segnali digitali così da poter ascoltare le chiamate. L’accordo sembra conclusosi anche se in passato il servizio online aveva annunciato una collaborazione che non c'e' stata. Anche se alcuni considerano questa iniziativa poco fruttuosa, perché i criminali potrebbero facilmente utilizzare o creare un altro software, oppure utilizzare piattaforme open source, dove non si possono nascondere trojan senza che l'utente lo sappia.

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