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Sempre più minori utilizzano Internet e i social network

E' in aumento il numero di minori che utilizza quotidianamente Internet e i social network tanto da meritarsi la definizione di 'nativi digitali' a sottolineare la tendenza ad un uso spregiudicato delle nuove tecnologie da parte dei giovanissimi.

A lanciare l'allarme sono stati gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma secondo cui sono in aumento i genitori che si rivolgono alle strutture ospedaliere per chiedere consigli sui tipi di approcci da adottare nei confronti dei figli internet-addicted e su come evitare che gli stessi restino intrappolati in situazioni più grandi di loro.

'I pericoli di una navigazione in Internet sono numerosi e tutt’altro che trascurabili', sostengono gli esperti e così 'la tentazione di controllare i figli attraverso i social network è per molti genitori quasi irrinunciabile. C’è chi attiva il proprio profilo e poi chiede l’amicizia al figlio, chi cerca di utilizzare le chiavi d’accesso al profilo del figlio per conoscere il suo mondo, i suoi contatti, i suoi interessi'.

Va comunque tenuto conto del fatto che le relazioni genitori-figli nella vita virtuale sono uguali a quelle che si vivono nella vita reale e dunque innanzitutto 'non ci si può aspettare che un bambino o ancor di più un adolescente, poco avvezzo a rapportarsi ai genitori in maniera trasparente, accetti di sentirsi osservato attraverso la Rete' e in seconda battuta 'non c’è niente di meno efficace di un divieto, specie per un adolescente per cui entrare nel profilo di un figlio è come sbirciare nel suo diario segreto in quanto in Rete soprattutto i ragazzi esprimono emozioni, pensieri, gusti, affidando ai social network anche sfoghi personali, ma che, nel proprio immaginario, devono restare preclusi alla sfera dei genitori'.

Come evitare la trappola? Semplice, dicono gli esperti, secondo cui 'è necessario creare una relazione solida tra genitore e figlio che permetta all’adolescente di affrontare ogni argomento, eventuali ansie, paure e preoccupazioni derivanti da contatti e richieste giunte tramite internet e i social network. Ciò significa instaurare una rapporto di fiducia tra genitore e figlio, che faccia sentire l’adolescente accolto e non giudicato, in modo da consentire anche richieste di aiuto nella consapevolezza di potersi sentire protetto e difeso dai propri genitori. E questo anche se si tratta di dover riferire cose non piacevoli e da cui si viene normalmente messi in guardia'.

(foto @Portokalada.com)

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