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Se i Sims sbarcano su Facebook

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C'è chi, dietro alle bizze del proprio Sim (lavalo, mettilo a dormire, fallo flirtare con la bionda vicina di casa, c'è da pulire il frigo, mandalo al lavoro sennò finisco i quattrini, raccogli i giornali vecchi in giardino e via elencando) c'ha perso nottate intere. Figurarsi ora che il videogioco di maggior successo di tutti i tempi, The Sims appunto - un mostro da 140 milioni di copie vendute, tre release ufficiali, una trentina d'espansioni, sette versioni per console, diversi spin-off e chi più ne ha più ne metta - sbarcherà su Facebook sotto l'etichetta The Sims Social.

Detto che l'operazione potrebbe pericolosamente avvicinarsi a una specie di Second Life più curato e meno impegnativo sotto il profilo hardware e software, l'operazione è importante non tanto perché inedita - diversi anni fa l'Electronic Arts c'aveva già provato a trapiantarlo in rete, producendo senza convinzione un flop come The Sims Online - quanto perché gli investimenti, appoggiandosi alla piattaforma di Mark Zuckerberg, risultano decisamente più bassi. E il pubblico assai più numeroso. Magari meno costante, distratto, rumoroso. Ma dotato di una caratteristica che, se dovesse incrociare il nuovo gioco, potrebbe fare di The Sims Social qualcosa di abominevole: chi trascorre le giornate su Facebook ha in qualche modo voglia e desiderio, almeno in gran parte, di fare quel che sarà il core business del suo alter ego Sim.

Ecco dunque che, scegliendo già da ora fra nove avatar differenti, li si dovrà fondamentalmente far interagire. Lo scopo è vivere, niente di più complicato. Dovrete vedere la tv insieme, flirtare di brutto, ballare, incazzarvi, farvi un regalo, comprare una macchina, odiarvi e amarvi. Senza dimenticare di finanziare tutta questa bella vita lavorando e accumulando soldi (forse se ne potranno comprare anche con euro autentici) per far colpo sulla vicina di social.

Il gioco è firmato dalla Playfish, una società controllata dal gigante Ea, lo stesso di Fifa, Need for speed o Medal of honor. Lo storico inventore del videogame, Will Wright, non si occupa più da anni della sua creatura. Resta tuttavia da verificare se gli auspici si tramuteranno in realtà e se vecchie glorie del passato, come Civilization e adesso The Sims, riusciranno a nutrirsi della nuova linfa sociale che tiene in piedi la rete. Perché un conto è coltivare un orticello virtuale, un altro regalare un'esistenza ad un alter ego assetato di amicizie.

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