Scampia contro il coprifuoco della camorra con #OccupyScampia

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Si chiama Occupy Scampia l'ultima iniziativa nata sul web per spingere cittadini a scendere in strada per difendere la comunità e far accendere i riflettori su una situazione complessa.

Scampia è il quartiere periferico di Napoli noto per essere la più grande piazza di spaccio di Europa. Un quartiere popolare dove i tanti cittadini onesti si vedono schiacciati dalla camorra, a capo di un mercato quantomai redditizio e da difendere.

Negli scorsi giorni si è diffusa una voce, rilanciata dal Mattino: un coprifuoco imposto di clan camorristi alle famiglie di Scampia. Pare che le rivalità tra i clan stiano per esplodere in una guerra di camorra come ce ne sono state tante già in passato. Guerre che hanno causato numerosi morti innocenti, persone rimaste uccise semplicemente perché si trovavano a passeggiare in una zona diventata "di guerra".

Il coprifuoco "vivamente consigliato" dai clan ai cittadini e la paura degli stessi rischia di far diventare sempre più Scampia una terra di nessuno, in particolare la sera. E' per questo che su Twitter è stato lanciato l'hashtag #occupyscampia per far sì che i cittadini possano riprendersi il quartiere. A dare il là all'iniziativa è la deputata del Pd Pina Picierno.

Di retweet in retweet la mobilitazione sta raccogliendo sempre più adesioni: l'appuntamento è per domani, venerdì 3 febbraio in piazza Giovanni Paolo II. A rilanciare l'evento è anche Roberto Saviano in un articolo su Repubblica di oggi, in cui illustra cos'è #occupyscampia: "Un movimento spontaneo che, sulle orme di OccupyWallStreet, invita a riprendere il controllo delle strade di Scampia, a sottrarle a chi sente di possederle e di poterne disporre liberamente".

Saviano spiega che l'obiettivo della camorra è evitare morti innocenti perché ciò attirerebbe l'attenzione di media e forze dell'ordine, con conseguente calo degli affari. Ecco dunque la reazione della gente comune: "Scampia vorrebbe diventare un piccolo Zuccotti Park, e ci si riapproprierà del quartiere. OccupyScampia avrà il merito di riportare attenzione su luoghi dove o ci si spara addosso o si muore o si scompare dalle carte geografiche". Ancora una volta i social network, in questo caso Twitter, fanno da cassa di risonanza e permettono di portare alla luce situazioni critiche e di creare movimenti che possono dare segnali concreti in realtà come quella di Scampia.

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