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Riprende l'asta delle frequenze 4G

  • LaPresse

In questi giorni si tiene un importante passo per lo sviluppo delle telecomunicazioni nel nostro Paese con l'asta pubblica delle frequenze 4G.

Il futuro della telefonia mobile è complesso e variegato e converge al VoIP e quindi a Internet: in Italia il mercato è in fermento e l'offerta pubblica per acquistare le frequenze nella banda 800, 1800, 2000 e 2600 potrebbe arrivare e superare con i rilanci a 3 miliardi di euro.

Sono soldi freschi che arrivano nelle casse dello Stato che eviteranno altri tagli: ne beneficierà la banda larga mobile con un ampliamento della copertura in quanto molti operatori sono interessati alla 800 MHzinsieme alle 2.600 GHz che erano di proprietà dei militari che saranno usate localmente per le femtocelle che gli utenti installeranno a casa.

L'aspetto negativo è che non ci saranno nuovi operatori perchè all'asta partecipano soltanto i soliti nomi come Telecom Italia, Wind, H3H e Vodafone. Le offerte iniziali vincolanti presentate ammontavano a un totale di 2,3 miliardi di euro ma dopo i rilanci delle ultime ore quando l'asta è stata riaperta si è arrivati a 2.526.475.873, 85 euro.

Oggi si batterà di nuovo cassa come comunica il Ministero dello Sviluppo Economico e chissà quale sarà il vincitore finale nei rispettivi lotti: ciascun operatore dovrà aggiudicarsi almeno due frequenze per costruirci una copertura di rete adeguata. Marco Patuano di Telecom Italia aveva già dichiarato che difficilmente Telecom spenderàmeno di 1 miliardo.

Sono quindi giornate di attese, di cifre e di rilanci con l'apertura delle buste la mattina e chiusura alle ore 18. Intanto nel panorama delle frequenze viene bocciato l'emendamento del PD che voleva far pagare le frequenze tv alle emittenti ossiaRai e Mediaset: secondo Alessandro Longo si tratta della morte del pluralismo in quanto non solo è un regalo di 1-2 miliardi di euro che lo Stato non può permettersi di fare in questo momento ma mortifica il famoso digitale terrestre per il quale tanto si è fatto e speso.

Paolo Romani ha sottolineato che tutti i Paesi europei hanno regalato le frequenze tv alle emittenti ma omette alcune giuste considerazioni segnalate da Longo. Questo quando mancano meno di 100 giorni al fallimento dell'Italia: la banda dell'Italia si allargherà o cadremo nell'abisso?

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