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Report contro Facebook: è polemica in Rete

Internet, i social network moderni come Facebook e la privacy. Erano questi alcuni temi della puntata di Report di ieri sera.

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La nuova stagione del programma di Milena Gabanelli si intitola 'Il prodotto sei tu' riprendendo una ormai vecchia copertina del TIME.

Il programma di ieri sera ha raccontato in pochi minuti il mondo di Internet in Italia ma si è soffermata soprattutto sui social network analizzando Facebook, Google, YouTube, nell'ottica della privacy degli utenti, mettendoli in guardia da eventuali frodi e pericoli nei quali possono incappare online.

Insomma a ben rivedere i servizi hanno dipinto la Rete come un luogo pericoloso conferendo a Facebook lo scettro di diavolo che usa i dati e offre pubblicità indesiderata. Lo stesso vale per Google con la sua pubblicità o YouTube con i video molesti.

Era ovvio che una tale presa di posizione, un po' terroristica e tesa a creare il panico, potesse creare dei malumori e dissensi nella Rete italiana e così è stato. Sono tanti i messaggi apparsi su Twitter e Friendfeed che criticano aspramente Report.

Markingegno si chiede se sia stato meglio un taglio del genere per un pubblico televisivo: 'meglio un minestrone lungo che piaccia alla maggior parte dei commensali, sapendo che qualcuno lo troverà poco saporito, o meglio un brodino così ristretto da risultare indigesto ai più? La puntata di Report non era rivolta al popolo della Rete che numericamente, se isolato, non è un target interessante nemmeno per Report'.

Matteo Bordone invece su Friendfeed invece incalza 'Si può guardare senza doversi riconoscere sempre, state tranquilli. Certo, lo sdegno è sempre una figata. Innegabile.'

C'è anche qualche blogger che ha scritto una lettera aperta come nel caso di Maurizio Galluzzo: 'Una costruzione forzata fatta di imprecisioni, banalità, interviste pilotate e selezionate, con lo scopo di raccontare come i social network siano il male. Mi dispiace, Cara Milena, ma i soldi pubblici, quelli che passano per la RAI per arrivare nelle tasche della Sua società che confeziona Report, non possono essere utilizzati per fare del terrorismo psicologico, per raccontare il quasi vero, per sostenere tesi lontane milioni di anni dalla realtà'.

Nel programma si è parlato anche di LinkedIn, Foursquare, del 'viral marketing', di come alcune persone sono riuscite a guadagnare attraverso Google. Insomma forse è stato davvero un minestrone, un concentrato che avrebbe bisogno di maggiori approfondimenti.

Qualcuno sta anche pensando di far cambiare idea alla Gabanelli che sarà ospite questa settimana al Festival del Giornalismo.

Report: 'Il prodotto sei tu' prima parte

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