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Radio Islam pubblica lista di Ebrei infleunti in Italia, da Amendola a Saviano, Magistratura indaga: "odio razziale"

  • Radio Islam

di Simone Rausi

Sul web, nelle ultime ore, sta circolando una lista di presunti “ebrei influenti in Italia”. Dentro ci sono alcune note personalità dello showbusiness che – secondo Radio Islam, il sito da cui tutto è partito – sarebbero di origine o religione ebraica e avrebbero potere nel campo dei media e dell’industria italiana. L’elenco, come era prevedibile, ha suscitato un mare di polemiche e, mentre alcuni giornali parlano di “blacklist giudaica”, La Procura di Roma ha aperto un fascicolo e la Magistratura ha ipotizzato reati di minaccia e diffamazione, con l'aggravante dell'odio razziale. La Polizia Postale sta facendo degli accertamenti ma, al momento, la lista continua ad essere online. Cerchiamo di capirci qualcosa in più.

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Partiamo dalla fonte: Radio Islam. Il sito web, accusato di razzismo, si professa in realtà contro ogni forma di discriminazione. Anzi, si dichiara un'associazione apolitica” che prova ad unire popoli e razze (“agisce per promuovere maggiori e migliori relazioni tra l'occidente e il mondo arabo e islamico). La lista degli ebrei influenti, però, si presenta in modo agghiacciante: una sfilza di nomi su cui accanto viene posta una grande etichetta rossa, “EBREO”, e che prova a spiegare ai lettori perché tali personaggi dovrebbero definirsi ebrei (indagano i cognomi, le origini, il culto religioso, persino tatuaggi e abbigliamento).

Dentro la lista ci sono scrittori, giornalisti, attori, imprenditori e si passa con disinvoltura da Roberto Saviano a Enrico Mentana, da Luca Barbareschi a John Elkann, da Clemente Mimun a Claudio Amendola. Radio Islam parla di "monopolio ebraico nei mass media in Italia” ma l’intero sito web fa riferimento a presunte lobby di ebrei. Adesso veniamo alle reazioni politiche e non…

Gianluca Peciola, esponente di Sel, ha chiesto l’oscuramento del sito: "Si tratta di un portale che fa chiaro riferimento all'odio antisemita strumentalizzando la religione islamica”. Gli fa eco la Federazione nazionale della stampa italiana che parla di "iniziativa squallida, razzista e intollerabile” che “offende i musulmani che hanno scelto la strada del dialogo e del rispetto” e ricorda “tempi bui e muri che tutti dovremmo abbattere".

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