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Pussy Riot: attacco hacker al tribunale mentre impazza nuovo singolo

Anche da condannate non riunciano a dire la loro. E in rete impazza il nuovo singolo anti-Putin delle Pussy Riot, che si sono beccate due anni di carcere "teppismo motivato da odio religioso".

"Lo Stato carcerario è più forte del tempo. Più sono gli arresti, più grande è la felicità e ogni arresto dimostra l'amore per un sessista, che scuote le guance, il petto e la pancia".

Pussy Riot: attacco hacker al sito del tribunale di Mosca

"Ma non si puo' chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza, ndr) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza. Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio. Ogni punizione è come cenere marcia, ogni condanna a lunghe pene è una forma di inquinamento".

E poi il ritornello: "Il paese va avanti, il paese scende per le strade con audacia; il paese va avanti, il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, il paese è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame". "Metti in carcere tutta la citta' fino al 6 maggio (la cerimonia di insediamento di Putin è avvenuta 7 maggio, ndr). La condanna a 7 anni e' poco, condannaci a 18; vieta di gridare, calunniare e camminare; chiedi in sposa Lukashenko". "Il paese va avanti, il paese scende per le strade con audacia; il paese va avanti, il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, il paese è un covo di femministe, anche Putin va, va a dire addio al bestiame".

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