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Pussy Riot: attacco hacker al sito del tribunale di Mosca

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Il sostegno alle Pussy Riot arriva anche via web. Questa volta sono stati alcuni hacker a far sentire la loro voce attaccando il sito del tribunale Khamovniceski di Mosca dopo la condanna a due anni di reclusione alle tre giovani musiciste della punk band.

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Secondo quanto ha riferito l'agenzia russa Ria Novosti l'homepage del sito del tribunale è stata sostituita da slogan per la libertà della artiste e da un video musicale di un cantante gay bulgaro, Azis,con una serie di insulti rivolti al sistema giudiziario russo. Le scritte “Free Pussy Riot” e l'ultimo videoclip della band punk, “Putin Ignites The Fires of Revolution” completavano la pagina. I pirati informatici hanno anche rinominato alcune sezioni del sito con parole volgari e imprecazioni.

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La portavoce del tribunale di Mosca, Darya Lyakh, ha poi annunciato, attraverso l'agenzia Intefax, che il problema è stato risolto e “il sito ha ripreso a funzionare correttamente”.

La vicenda delle Pussy Riot ha monopolizzato l'attenzione dei media internazionali negli ultimi cinque mesi. Le tre cantanti punk lo scorso 21 febbraio avevano fatto irruzione nella cattedrale di Cristo Redentore a Mosca, inscenando sull'altare maggiore una preghiera-protesta in stile punk affinché la a Vergine Maria liberasse il Paese da Vladimir Putin, tornato alla presidenza a maggio. Dopo le lamentele del Patriarca moscovita le Pussy Riot sono state arrestate e sono state condannate nei giorni scorsi. Per sostenerle è sorto un moto di solidarietà a livello mondiale, con l'intervento, tra gli altri, di Amnesty International, Sting, Madonna e tante band musicali.

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