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Il primo computer della storia, tra Colossus ed ENIAC

Oggi il computer è uno di quegli oggetti divenuto indispensabile per molte persone. Sia per lavoro che per intrattenimento o per qualsiasi altra esigenza quando si va in giro, oggi molto più di prima, ci si porta dietro l'amato Pc portatile, divenuto sempre più piccolo, leggero e meno ingombrante. La comparsa e la diffusione dei netbook, principalmente da 7 e 10 pollici va considerata proprio in quest'ottica. La mobilità dilagante delle persone ha contribuito in maniera decisiva anche alla diffusione di altri device che si avvicinano sempre più alle funzioni classiche del tradizionale Pc, il riferimento è a smartphone e tablet.

Colossus, il primo computer della storia

L'evoluzione dell'elettronica di consumo così come il progresso tecnologico che ha condotto fino ai Pc attuali è partita da molto lontano. Se si va a ritroso nel tempo per trovare quello che può essere considerato il primo computer della storia ci si imbatte in una sorta di disputa. Da un lato ci sono coloro che sostengono che il primo Pc definibile come tale sia l'ENIAC, un calcolatore costruito nel 1946 dai ricercatori dell'Università della Pennsylvania. Mentre dall'altro versante danno la paternità del titolo di primo Pc a Colossus, un calcolatore logico programmabile costruito dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale. Colossus diede un contributo fondamentale alle truppe inglese grazie alla sua capacità di decifrare i messaggi dei tedeschi.

Lo strumento segreto di Churchill

Colossus vide la luce durante il secondo conflitto mondiale per opera dei più illuminati ingegneri e matematici delle Università di Oxford e Cambridge, messi a lavorare insieme dal governo inglese con l'obiettivo di costruire uno strumento in grado di intercettare le comunicazioni di Hitler e dei soldati tedeschi. Colossus, primo calcolatore a valvole, decifrò il primo messaggio nel gennaio del 1944 e da allora non fu più spento. Fu fondamentale nella vittoria finale della guerra, tanto da spingere Churcill a farlo distruggere, imponendo il segreto di Stato su tutta la vicenda. Un segreto ben custodito fino agli anni '70, quando a seguito di alcune indiscrezioni, si venne a sapere dell'esistenza del misterioso calcolatore tanto fondamentale per l'esito della guerra.

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