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Nasce a Napoli la Biblioteca digitale sulla camorra

Il dipartimento di filologia moderna dell'università di Napoli, Federico II, curata dal professor Pasquale Sabbatino, ha creato e inaugurato la prima Biblioteca digitale sulla camorra. Un progetto che raccoglie la storia di due secoli della malavita organizzata attraverso le parole degli secoli scrittori,dei drammaturghi, dei musicisti e dei registi.

Dalla prima riunione segreta nella chiesa di Santa Caterina a Formiello negli anni Venti dell'800 all’ultima strage a Castel Volturno, dal primo camorrista conosciuto, il boss della Pignasecca detto “Tore 'e Crescienzo” fino a Francesco Schiavone, il «Sandokan» dei casalesi. Più di quattro generazioni e due secoli di storia della Gomorra raccontata oggi da Roberto Saviano.

Il lavoro dellaweb-enciclopedia è frutto di una ricerca durata due anni, che comincia dal teatro con i quaranta testi scovati in biblioteca e digitalizzati, messi a disposizione degli utenti gratuitamente. Ci sono lavori di autori sconosciuti e altri di drammaturghi che hanno fatto la storia del teatro napoletano, come "Don Pietro Caruso" di Roberto Bracco, "O´ guappo e´ cartone" e "Putiferio" di Raffaele Viviani cui si aggiungeranno "A´ malavita" di Salvatore di Giacomo e "A San Francisco" una sua opera lirica scritta nel 1890 rimasta.

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