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MySpace e informazione a pagamento: questa la ricetta anticrisi di Murdoch

La monetizzazione dei contenuti online è uno dei problemi che accomuna tutti i servizi e le company che lavoro sul Web. Anche colossi come YouTube, Facebook o Twitter non riescono ancora a tradurre in profitto il massiccio successo e la grande attenzione che sono riusciti a suscitare negli ultimi mesi; la sola pubblicità presente nei loro network non riesce a coprire tutte le spese sostenute per offrire i servizi e non riesce a fornire una buona fonte di reddito.

Attualmente trovare un modello di business efficace è l'obiettivo principale di analisti finanziari ed esperti del settore. Questa volta a proporre una soluzione al problema è niente meno che Rupert Murdoch, magnate dell'industria dei media, che con la sua News Corporation controlla un grande impero, dai giornali cartacei e online a Fox e Sky.

La ricetta proposta dall'imprenditore australiano è tanto semplice quanto poco innovativa, Murdoch afferma che "L'era attuale di internet" - ovvero di un web in cui l'informazione giornalistica viene data per lo più gratuitamente - "finirà presto". L'idea è quindi di trasformare a pagamento la maggior parte dei contenuti che fino ad oggi gli utenti potevano consultare gratuitamente.

Questo nuovo modello riguarderà principalmente le testate giornalistiche online che possiede la News Corp. (Wall Street Journal, il Times, il Sun, ecc) ma non solo. Come anticipato dal Country Manager per l'Italia, Francesco Barbarani, anche MySpace dovrebbe subire questa rivoluzione. "MySpace diventerà quello che definisco un portale di nuova generazione, un sito anche di contenuti premium che offriremo ai nostri 150 milioni di utenti”, con queste parole Barbarani da il via a quella che sarà il nuovo modello su cui si baserà il rilancio del social network acquistato da Murdoch nel 2005 per 580 milioni di dollari.

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