Microsoft e Yahoo, insieme contro Google?

Dopo l'affare Google-Doubleclick da 3 miliardi di dollari, la Microsoft vuole lanciare la sua offensiva nei confronti dell'azienda di Mountain View. Come? Rilvevando Yahoo!, il portale americano con il più alto numero di pageviews al mondo.

La notizia bomba, tutta da confermare, è stata anticipata oggi dal New York Post, secondo cui Microsoft e Yahoo starebbero per avviare i contatti per definire un accordo che cambierebbe i ruoli nel mercato della rete. Già in passato i due colossi avevano tentato di unire le proprie strade, senza mai giungere ad un punto d'accordo.

Secondo gli esperti, un'eventuale acquisizione di Yahoo verrebbe a costare la modica cifra di 50 miliardi di dollari (37 miliardi di euro). Microsoft si starebbe avvalendo della collaborazione di Goldman Sachs per riuscire ad arrivare a questo difficile ma fondamentale patto. Già in passato le due compagnie avevano stipulato accordi, ad esempio unendo Yahoo Messenger con MSN Messenger.

Google viene negli ultimi tempi considerato il leader incontrastato del web, grazie ad acquisizioni importanti come YouTube e DoubleClick. Per l'azienda di Bill Gates il modo migliore per contrastarlo è proprio alleandosi con il principale portale internazionale, creando così un colosso che non avrebbe rivali nel mercato pubblicitario su internet al di fuori di Google. Secondo una ricerca UBS, se le due aziende si riunissero avrebbero uno share delle ricerche in America del 38%, contro il 48% di Google; in termini di pageviews Microsoft-Yahoo salirebbero al 12% contro il 3% di Google.

Anche se si tratta di sole ipotesi, esse non vanno sottovalutate, anche per gli impatti immediati che hanno avuto sulla borsa: sale il titolo di Yahoo, mentre rimangono stabili Microsoft e Google.

E' di poco fa la prima, scarna reazione ufficiale: Lou Gellos, portavoce di Microsoft, ha dichiarato che "La compagnia non rilascia commenti su voci o speculazioni". Dai vertici Yahoo invece ancora si fanno attendere le prime dichiarazioni.

Il caso è evidentemente di primaria rilevanza per le sorti della rete, staremo a vedere se le voci del New York Post si riveleranno fondate.

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