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Microsoft e Google: pronti a fare causa a Governo Usa per Datagate

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Un grosso danno d'immagine e non solo. Google e Microsoft si “alleano” contro il governo degli Stati Uniti e addirittura invocano i Padri Fondatori della Costituzione americana. I due colossi del Web vogliono ottenere dal tribunale il nulla osta a “far pulizia” rivelando altre informazioni sulle richieste dell'amministrazione di dati sui loro utenti.

Nuova puntata, dunque, della battaglia sul Foreign Intelligence Surveillance Act (Fisa), il meccanismo usato dalla National Security Agency e da altre agenzie di intelligence americane per ottenere dati sugli utenti, soprattutto stranieri, in funzione antiterrorismo.

Google e Microsoft, tirati in causa da Edward Snowden, il consulente della Nsa passato da Hong Kong alla Russia portando con se' una mole vastissima di segreti della Nsa, ora passano ai fatti.

L'azione legale è emersa in una lettera postata da Brad Smith, l'avvocato di Microsoft, sul blog del gruppo di Redmond. Smith ha espresso preoccupazione per la "persistente mancanza di disponibilità del governo" a permettere di pubblicare informazioni sulle richieste Fisa.

Secondo il consigliere legale “esiste un modo per diffondere le informazioni senza rischi, l'importante è che sia fatto al più presto”. Si tratta di un interesse "vitale" per i due gruppi.

In base a nuovi documenti emersi, tra l'altro, ottenuti dalla "talpa" e interviste con ex funzionari Usa, il Post ha scoperto che esperti informatici americani sono riusciti entrare in network stranieri e a controllarsi: l'operazione chiamata in codice Genie e finanziata con 632 milioni di dollari, avrebbe “piratato” decine di migliaia di computer ogni anno.

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