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Megabox, Kim Dotcom ci riprova con la musica (e non solo)

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La nuova piattaforma, a ben scavare, era stata annunciata già qualche mese fa. Ma evidentemente le vicende giudiziarie che hanno portato agli arresti domiciliari Kim Schmitz, aka Kim Dotcom, debbono avere rallentato le operazioni di lancio.

Stiamo parlando di Megabox, il nuovo servizio musicale che si propone come successore di Megaupload. Anche se col suo antesignano sembra avere non troppo in comune. Nella sostanza, la novità sembra essere – almeno stando a quanto annuncia Dotcom sul suo profilo Twitter, tornato a sua disposizione e attraverso il quale ha ringraziato tutti i suoi sostenitori – il fatto che gli artisti (cantanti, musicisti, compositori e via elencando) dovrebbero essere in grado di reimpossessarsi del valore della propria musica, bypassando così i grandi player del mercato musicale digitale. Fondamentalmente, iTunes, Amazon e gli altri portali meno noti ma più specializzati tipo Beatport.

Difficile che Megabox possa dare filo da torcere a questi giganti, soprattutto nel breve periodo. Tuttavia, dipenderà molto dalle scelte strategiche che faranno le major (senza le quattro sorelle, nonostante tutto, non c'è negozio digitale che tenga). Anche se Megabox sembra andrà al di là del discorso musicale: dovrebbe essere un servizio di condivisione e archiviazione cloud per contenuti multimediali a tutto tondo. E l'usuale prefisso, Mega, fa proprio pensare che il guru dello sharing – ancora bloccato ai domiciliari in Nuova Zelanda – abbia magari perso qualche pelo ma senz'altro non il vizio.

Mentre c'è ancora da aspettare per capire meglio i dettagli della nuova piattaforma, Kim Dotcom ha celebrato il suo recupero della libertà digitaleanche su Instagram, dove s'è immortalato in uno scatto con Steve Wozniak, mitico cofondatore di Apple insieme a Steve Jobs. Questi, infatti, ha collaborato con la Electronic Frontier Foundation, che ha avviato una partnership con l'host Carpathia, detentore di tutti i contenuti di Megaupload, in un momento piuttosto particolare: quello in cui gli utenti dei servizi sequestrati dovevano in qualche modo riuscire a rimettere le mani sui propri file, in possesso esclusivo dell'Fbi.

In questo modo la EF Foundation chiederà alle autorità statunitensi la messa a punto di una procedura di file recovery di ogni utente di Megaupload, restituendo i contenuti ai proprietari originari.

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