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Massacro di piazza Tiananmen, censura su Flickr

Le proteste di piazza Tiananmen sono ancora un caso "caldo" in Cina, dove è vietata la diffusione delle immagini relative al massacro. Ieri, vittima della censura del governo cinese è stato il sito di photo-sharing Flickr.

Il blocco del sito, relativo a tutto il territorio cinese, ha colto di sorpresa anche i tecnici di Yahoo!, società che gestisce Flickr: "Abbiamo appreso che gli utenti Flickr in Cina non riescono a vedere le immagini su Flickr, e confermiamo che ciò non è imputabile a cause tecniche", spiegano i responsabili del sito da Hong Kong, aggiungendo che "sembra sia il governo cinese a limitare l'accesso al sito, anche se non ce ne hanno dato comunicazione. Stiamo investigando e speriamo si tratti solo di una situazione temporanea". Quello che si sa è che ad inizio giugno erano state inserite foto relative a quel tragico evento.

Parlare di questo massacro (qui la voce di Wikipedia) è ancora un tabù in Cina, e le nuove generazioni vivono all'oscuro di ciò che è successo a Pechino tra il 15 aprile e il 4 giugno 1989. Non è il primo caso di censura online da parte delle autorità cinesi, e purtroppo la situazione non sembra vedere segnali positivi all'orizzonte.

Ed è solo una significativa coincidenza che, mentre Flickr ieri apriva alla Cina lanciando una versione del sito tutta in cinese tradizionale, la Cina al contrario mostra segni (fin troppo forti) di chiusura nei suoi confronti, e più in generale nei confronti del libero scambio di fotografie e informazioni.

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