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Lo stalking su Facebook è reato

Sono diverse le novità che Facebook starebbe per introdurre a breve: tra queste la possibilità di iscriversi agli aggiornamenti di stato di un amico per essere avvisati dell'inserimento di una foto, un video, un commento.

Funzioni come queste però potrebbero anche facilitare nuovi fenomeni di accanimento e minacce verso una persona creando episodi di web-stalking per il quale ci sono pene di detenzione fino a 4 anni.

Qualche mese fa aveva creato qualche polemica la sentenza 24510 della Suprema Corte di Cassazione che aveva decretato: la disposizione che punisce la molestia e il disturbo arrecati con il mezzo del telefono o altri analoghi mezzi di comunicazione non può essere interpretata estensivamente in modo da ricomprendere l’invio di un messaggio di posta elettronica.

E se invece si usasse Facebook? Una recente sentenza ha infatti decretato che si può fare stalking via Facebook e che quindi una condotta del genere è punibile ai sensi di legge.

Lo ha stabilito la sentenza 32404/2010 della Corte di Cassazione secondo la quale la condotta di stalking può essere integrata attraverso il reiterato invio alla persona offesa di sms e di messaggi di posta elettronica o postati sui c.d. 'social network' (ad esempio 'facebook'), nonchè con la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali avuti con la medesima.

La Corte si è espressa sul caso di un uomo di Potenza accusato di 'atti persecutori' nei confronti della sua ex fidanzata ed ha confermato gli arresti domiciliari. L'uomo non si era rassegnato alla fine della loro relazione ed aveva pubblicato un video di un rapporto sessuale avuto con lei oltre a postare minacce sulla bacheca di Facebook della ragazza.

I giudici della Corte hanno ritenuto tali comportamenti 'minacciosi e molesti' e hanno indicato come 'gravi indizi di colpevolezza' anche i messaggi su Facebook che hanno creato nella vittima 'uno stato d’animo di profondo disagio e paura in conseguenza delle vessazioni patite'.

Intanto secondo alcune voci pare che Facebook stia testando un bottone 'anti-stalking' da inserire nelle pagine in modo da ricevere un avviso ogni volta che una persona o una pagina pubblichi un contenuto intimidatorio. Non è chiaro se funzionerà verso chi è già tra gli amici o anche con gli sconosciuti.

In sostanza la corta ha equiparato lo 'stalking' al 'web stalking', quasi smentendo di fatto la sentenza precedente. Sembrava un paradosso infatti che fosse più difficile punire chi offende qualcuno via e-mail rispetto a chi insulta attraverso un messaggio su Facebook o via SMS.

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