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Legge contro i blog? Il Ministro ammette le colpe

E' durata poche ore l'apprensione per un disegno di legge, approvato dal Governo, che prevedeva registrazione e spese da sostenere per chiunque volesse aprire un blog o un sito personale.

Ecco i momenti che hanno caratterizzato finora questa storia: il 3 agosto 2007 il Governo presenta un disegno di legge sull'editoria (file PDF). Visto il periodo estivo, il tutto passa inosservato fino al 12 ottobre, giorno in cui il Consiglio dei Ministri approva formalmente il DDL. Il testo dice che ogni attività web, anche siti personali e blog, devono registrarsi al "Registro degli operatori di Comunicazione". Questo significherebbe maggiori responsabilità penali per gli autori dei siti (in caso di diffamazione), diverse pratiche burocratiche per decine di migliaia di siti, e anche una spesa economica (per acquistare i bolli necessari per le pratiche stesse). Insomma, una legge che avrebbe provocato un serio stop delle attività su internet.

Di questo DDL (o Internet Tax) se ne accorge civile.it, poi Punto Informatico rilancia l'allarme che viene amplificato da tantissimi blog italiani. Sull'argomento interviene anche Beppe Grillo, e a quel punto il Ministro delle Comunicazioni si trova costretto ad intervenire. Lo fa proprio sul suo blog, dove Paolo Gentiloni ammette di aver letto il testo del disegno di legge in modo distratto e tranquillizza la Rete: "Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog [...] Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo".

Interviene, rispondendo direttamente a Grillo, anche Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e responsabile del DDL: "Caro Grillo, vorrei tranquillizzare lei, i lettori del suo blog e, più in generale, il 'popolo di Internet'. Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né 'tappare la bocca a Internet' né provocare 'la fine della Rete'. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione". Un altro blogger-Ministro ha detto la sua, è Antonio Di Pietro: "Mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai".

In attesa della riformulazione del disegno di legge, la Rete, che si è mobilitata in massa per protestare contro quest'assurdo testo, rimane vigile e pronta a segnalare nuove "incoerenze".

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