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La valigia blu, da Facebook a viale Mazzini contro Minzolini

La valigia Blu è il movimento nato online capitanato da Arianna Ciccone, giornalista che guida anche il gruppo su Facebook ‘La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini’, con quasi 200mila membri. Entrambi sono nati per protestare contro il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e la libertà d'informazione in Rai.

Gli utenti hanno già manifestato, e continuano a farlo, il proprio sdegno contro le notizie false o manipolate attraverso i loro commenti di rabbia sulla pagina fan dal telegiornale. Anche i giornalisti si ribellano a questo metodo d’informazione, molto spesso gestito dalla politica, e per questo dal web passeranno alla piazza, sabato 10 aprile per un blitz davanti Piazza Mazzini. Con lo slogan 'prescrizione non è assoluzione' chiederanno la libertà della Rai dalla lottizzazione.

La protesta è anticipata da una lettera inviata da Arianna Ciccone al presidente della Rai, Paolo Garimberti: 'Le scrivo a nome di oltre 196.000 cittadini che hanno sottoscritto la lettera per la richiesta di rettifica della notizia sul caso Mills data dal TG1 il 26 febbraio 2010 alle ore 13.30: si parlò di assoluzione anziché di prescrizione. In poche ore raccogliemmo 150.00 adesioni, più volte vi abbiamo scritto via mail e cercato al telefono chiedendo di essere ricevuti o di avere una risposta. Ma ci ha avvolto solo uno stupefacente silenzio misto a indifferenza'.

'Il 5 marzo sono venuta a Roma con una valigia blu piena di firme e sono stata ricevuta dal dottor Paglia, la cui posizione è stata: la notizia corretta è stata data successivamente. Ma come può capire non basta dare la notizia correttamente bisognava fare riferimento all'errore e magari scusarsi con i telespettatori'.

'Quello che sta avvenendo alla Rai ci preoccupa molto, e ormai la nostra richiesta di rettifica (Prescrizione non è Assoluzione) è il simbolo di una richiesta sempre più pressante da parte dei cittadini di una Rai e di una informazione pubblica libera dai partiti e che sia garanzia di tutti i cittadini e dia spazio alla pluralità delle voci sempre'.

'Non servirà a niente, vista l'arroganza con cui il potere continua a trattarci, ma sabato 10 aprile alle ore 11.00 saremo di nuovo lì e altre persone simbolicamente davanti ad altre sedi Rai regionali, per dirvi che esistiamo, che non assisteremo alla morte lenta della rai senza fare niente. Fuori i partiti dalla Rai, vogliamo una tv pubblica modello BBC. Destra, sinistra e centro stanno distruggendo la (ex?) più grande azienda culturale del paese. Questo vostro silenzio è offensivo e umiliante, non degno di una paese civile e democratico'.

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