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La regione Lazio censura i siti di news dedicati ai gay

La pubblica amministrazione e il rapporto con la Rete: siamo in Myanmair o in Italia?

La regione Lazio ha oscurato dai computer degli uffici della pubblica amministrazione alcuni tra i principali siti web di informazione che si rivolgono ai gay e a chi ha orientamento Lgbt. Per più di 48 ore aveva bloccato anche Facebook e Twitter per i consiglieri regionali e i collaboratori che hanno subito protestato.

L'amministrazione regionale ha inserito nella sua blacklist dei siti che i dipendenti non possono visitare, gay.it, gay.tv, gaynews.it. L'avviso che compare nelle pagine è il seguente: 'Accesso non consentito. Motivazione: le attuali policy aziendali non consentono l'accesso al sito richiesto. La pagina che si sta tentando di visualizzare è categorizzata come Pornography'.

E' grave che la parola e il termine gay venga affiancato alla pornografia e quindi bloccato sui computer della regione Lazio. Secondo Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it: 'diverse amministrazioni pubbliche e aziende 'discriminanò il nostro sito internet, etichettandolo come pornografico e permettendo nel contempo l'accesso ai propri dipendenti a siti di vario genere che hanno contenuti spesso meno casti del nostro (sportivi, femminili e così via)'.

Non solo notizie ma sono stati bloccati anche spazi di discussione come forum e chat seguendo quella che è una vera e propria discriminazione fatta di pregiudizi. Che sia questa la nuova linea del Governatore Renata Polverini?

In realtà a quanto pare leggendo le segnalazioni su Gay.it non sarebbe l'unica regione ma anche alcuni comuni bloccano l'accesso a questi siti.

 (foto © LaPresse)

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