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La Rai assolve Mills e la Rete si mobilita

Facebook si conferma sempre più strumento per la diffusione delle opinioni e stavolta a sfruttare il social network è un gruppo formato da 35.000 cittadini che chiedono che il servizio televisivo pubblico sia obiettivo.

Il tutto è scaturito a seguito della reiterata diffusione di una 'notizia falsa' nel corso del Tg1 del 26 febbraio nell'edizione delle 13.30 durante la quale si è parlato ripetutamente di 'assoluzione' per David Mills, imputato nell'affaire Berlusconi-Mondadori.

David Mills non è stato assolto ma ha commesso un reato che è stato prescritto, si legge sul gruppo intitolato alla Dignità dei giornalisti e al rispetto dei cittadini.

All'interno del gruppo, che chiede una reazione seria da parte dell'Ordine dei Giornalisti e anche della Rai stessa, è riportato anche un brano tratto da un articolo di Michele Serra che scrive che 'per un giornalista manomettere la verità è un crimine, tal quale per un fornaio sputare nel pane che vende. Qui non si tratta di opinioni, di interpretazioni, di passione politica. E' proprio una frode, una lurida frode [...]'.

La prima firmataria dell'appello è Arianna Ciccone, già organizzatrice del Festival del giornalismo di Perugia, che si rivolge a Rai e ODG: 'ecco caro presidente Del Boca io come cittadina mi aspetto da parte dell'Ordine un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verità. E mi aspetto, caro presidente Garimberti, e caro direttore Minzolini, le scuse del Tg1 e la rettifica'.

La Ciccone e i 35.000 fan del gruppo su Facebook non sono soli perchè la Rete si sta mobilitando in massa e il video del Tg1 del 26 febbraio rimbalza da una parte all'altra aumentando esponenzialmente i suoi contatti.

Quanti sono gli italiani che pensano che la televisione sia portatrice di valori sani e di una informazione libera? E quanti, a fronte di quanto accaduto sabato 26 febbraio, hanno davvero avuto l'impressione che il Tg1 stesse facendo male il suo mestiere? Se grazie al Web certe pratiche riuscissero sempre ad essere stanate sarebbe davvero la vittoria della democrazia reale sulla democrazia fittizia...

(foto ©Facebook)

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