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La morte ai tempi di Facebook

Facebook ha rivoluzionato le nostre relazioni, ha creato un nuovo modo di essere amici e un nuovo modo di innamorarsi, ma ha cambiato anche le nostre abitudini nell’elaborare un lutto. Ormai è diventato il luogo virtuale in cui esprimere “l’ultimo addio”.

Il web crea vere e proprie community intorno all morte basta pensare ai messaggi e ai gruppi nati con la morte di Eluana Englaro o ai saluti per le vittime del terremoto in Abruzzo o, come ultimamente è accaduto, con la tragica fine di una famosa modella. Tutti partecipano virtualmente al dolore.

Ma cosa accade ai nostri account dopo la morte? Restano in vita ancora per molto tempo, ma alcuni siti europei stanno predisponendo un testamento digitale. Si può decidere di cancellare completamente l’account, di impostare il tipo di traccia post-vitae, designare l’individuo che avrà il diritto di cambiare i propri dati o aggiornare il profilo.

In teoria spetta ai parenti del defunti decidere se debbano continuare a stare online o meno, infatti previa comunicazione da parte dei famigliari anche Facebook ha deciso di gestire la questione trasferendo i profili dei defunti al “Memorial State”, una sorta di cimitero dei profili. Per farlo, i gestori del social network devono prima annullare le iscrizioni del defunto ai diversi gruppi a cui appartava e dare solo agli amici la possibilità di continuare a visitarne lo spazio virtuale.

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