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La Cina attacca il Pentagono

Un attacco in grande stile. Virtuale, ma pur sempre dannoso per il Pentagono, la cui rete informatica è stata violata da hacker quasi sicuramente affiliati all' Esercito di Liberazione della Cina. Il fatto è successo a giugno ed è stato rivelato ieri sera dal Financial Times.

E' stato definito dagli ufficiali americani "Il più riuscito cyber-attacco al dipartimento della Difesa USA", e se le dichiarazioni pubbliche non dicono chi siano stati i protagonisti di quest'azione, le investigazioni interne hanno stabilito con quasi assoluta certezza che l'incursione è partita proprio dalla Cina.

La guerra fredda sul web tra americani e cinesi sembra andare avanti da tempo, con le due parti che tengono d'occhio i rispettivi network informatici, ma l'attacco di giugno è stato particolarmente forte. Il Pentagono è stato infatti costretto a chiudere la sua rete per una settimana per individuare le falle utilizzate per imbucarsi nel sistema e carpire numerose informazioni, anche confidenziali. Sono ancora in corso le ricerche per stabilire quanti e quali dati siano stati downloadati, mentre d'ora in poi la Difesa farà ancora maggiore attenzione allo scambio di informazioni, soprattutto in relazione alle e-mail non crittografate e alle comunicazioni via BlackBerry.

Per ora nessuno negli States ha commentato ufficialmente la storia, nemmeno Robert Gates, il segretario alla Difesa che ieri ha raggiunto con Bush i soldati in Iraq. Proprio il presidente americano avrà la possibilità di confrontarsi con l'omologo cinese Hu Jintao, in occasione del summit del'Apec che si terrà dopodomani in Australia. Dalla Cina è arrivata - prevedibile - la smentita, per bocca della portavoce del ministro degli Esteri Jiang Yu: "Queste sono accuse senza fondamento, e riflettono una mentalità da guerra fredda".

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