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La censura in Iran blocca YouTube e Twitter

E' sempre più censura in Iran e sono sempre meno gli aggiornamenti che arrivano da Teheran dove ormai la situazione sembra essere sfuggita a quanti finora avevano garantito la copertura via Web dei tragici eventi.

Scarseggiano infatti ovunque quelle testimonianze che all'inizio della rivolta avevano permesso che le notizie circa la drammatica situazione iraniana arrivassero ovunque.

Su YouTube i filmati caricati sono molto meno rispetto all'inizio e i canali aperti su Twitter non presentano più informazioni aggiornate e tempestive sui fatti ma soprattutto messaggi di speranza e solidarietà che, pur essendo graditi, non danno alcuna idea di ciò che sta succedendo nel Paese.

Molti dei blog aperti all'inizio sono scomparsi o aggiornati saltuariamente e senza dettagli probabilmente per evitare che gli autori vengano scoperti e messi alla gogna.

Il problema non è infatti di poco conto se pensiamo che tutto ciò che viene messo in Rete è rintracciabile e dunque i testimoni della situazione in Iran potrebbero essere stati costretti a rendersi anonimi per evitare ritorsioni.

Si parla infatti della presenza, all'interno dello stato iraniano, del Deep Packet Inspection, un programma acquistato nel 2008 che consente alle autorità di monitorare l'attività degli utenti e, se è il caso, di rintracciare gli stessi.

Le maglie della censura si sono strette e di fronte ai pericoli anche Internet abbassa la testa, sperando che si riescano a trovare dei metodi per evadere dalla censura ed evitarla.

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