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La carta stampata perde i giovani, il web li raccoglie

L'anno nero dell'editoria mondiali è stato analizzato nell'ultimo rapporto Ocse dal titolo 'L'evoluzione delle notizie e di Internet', che indaga sui cambiamenti della carta stampata e quella online, soprattutto dopo l'anno di crisi che ha visto il crollo mondiale delle entrate dei principali quotidiani dei Paesi più sviluppati.

Gli investimenti pubblicitari sono diminuiti nettamente, le aziende hanno fatto fatica a risollevarsi tagliando la spesa pubblicitaria e il web, con la sua gratuità, ha contribuito all'acquisto sempre minore dei giornali cartacei.

Negli Stati Uniti, ad esempio, lo scorso anno rispetto al 2007 le entrate pubblicitarie sono crollate del 30%, la Gran Bretagna ha per so il 21% e la Grecia il 20%, l'Italia, invece, il 18%. Il web, invece, ha avuto una sorta di controtendenza, sono aumentati i suoi lettori, in realtà ha un target diverso dalla stampa, in quanto molti più giovani, tra i 16 ai 24 anni, usano tale mezzo come fonte principale d'informazione, mentre i lettori principali sono nella fascia 25-34 anni.

Nei paesi Ocse i lettori di notizie online sono una media del 50%, in alcuni casi 77% sono coloro che non pagano per accedere alle news. Le entrate arrivano dalla pubblicità, anche se non ci sono numeri eclatanti intorno agli investimenti online, per questo si cercano dei business model per poter chiedere al cliente di pagare quello che legge.

In Italia, secondo la ricerca, si valuta ci siano solo 90 quotidiani ogni 1000 abitanti, ma i pochi lettori leggono molto di più della media, infatti se nell'Ocse si dedicano dai 20 ai 30 minuti alla lettura dei quotidiani, gli italiani leggono 51 minuti.

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