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La blogosfera contro Alessandra Farkas: giornalisti contro blogger

Che la blogosfera legata alla Apple fosse particolarmente suscettibile lo sapevano tutti ma che si arrivasse addirittura al punto in cui si iniziasse a screditare i giornalisti 'tradizionali' erano davvero in pochi a pensarlo.

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La sfortunata sorte è toccata ad Alessandra Farkas del Corriere della Sera, rea di aver recensito in maniera non proprio esaltante l'iPad Apple considerato un gioiellino a metà e sicuramente, nonostante la mole di commenti esaltanti provenienti da più parti, non realmente in grado di mettere in crisi i pc tradizionali.

Immediata la reazione dei lettori che hanno iniziato a tempestare la Farkas di commenti, alcuni certamente non carini o delicati: qualcuno parla di articolo 'sconcertante' sostenendo che 'non si capisce se il corriere ha fatto uno scherzo alla farkas chiedendole di scrivere un articolo su qualcosa di cui non capisce niente, o se il problema e' proprio l'autrice del pezzo'.

Altri invece intravedono un sottile gioco perverso da parte del Corriere della Sera che 'vuole aumentare il numero degli iscritti e per ottenere questo permette la pubblicazione (aihmè in questo momento in cima tra gli articoli più letti) di articoli che sfiorano il ridicolo per le argomentazioni esposte, incentrati a criticare un prodotto sotto i riflettori, in modo da spingere i lettori ad iscriversi e poter commentare'; un commentatore, in romano stretto, chiede solo di impartire alla Farkas 'un corso de Ventunesimo Secolo prima de faje apri' bocca e daje fiato!'.

Commenti ai quali, come fa notare Massimo Mantellini, Alessandra Farkas risponde tramite un altro articolo in cui parla dei motivi per cui l'iPad almeno da noi non potrà avere successo ovvero in relazione alla mancanza di copertura wi-fi; Mantellini la stronca immediatamente sostenendo che siamo di fronte al classico caso in cui 'la pezza è peggio del buco' dando adito a nuovi commenti tra i quali spicca quello di Francesco D'Ambrosio che spera la giornalista sia 'parente di qualcuno. Perché che abbiamo assunto una così perché credono che sia brava mi provoca convulsioni'.

Infine segnaliamo la reazione del sito Mosso.biz che si rivolge direttamente alla Farkas dicendole che 'deve informarsi e dare notizie veritiere ai profani del settore: perchè vede, noi esperti ridiamo alle sue affermazioni, ma coloro che sono meno esperti credono alle sue notizie e questo francamente lo trovo disdicevole, poco professionale e per niente istruttivo'.

La vicenda di Alessandra Farkas è solo l'ultima delle tante che capitano quasi quotidianamente e che vedono protagonisti giornalisti tradizionali prestati alla Rete, oppure effettivamente assunti per lavorare in Internet, che però di Rete, tecnologie e similari ne sanno praticamente zero e che dunque spesso incappano in errori madornali e banali.

Nel caso in questione la domanda da porsi è una e una soltanto: Alessandra Farkas, prima di scrivere il pezzo, si sarà davvero informata? Oppure ha dato una guardata veloce a ciò che scrivevano gli altri, forte del fatto che il Corriere della Sera è da sempre conosciuto per la sua autorevolezza?

La Farkas, e con lei molti altri giornalisti, dimenticano spesso che la Rete non solo non mette a tacere niente ma soprattutto non archivia niente: lo mette in un angolo, ogni tanto capita anche che lo riguardi e lo tira fuori al momento giusto, per ricordare al mondo intero che l'informazione praticata in maniera istituzionale e da desk, nel 2010, è sempre più obsoleta e inutile a fronte di una criticità che arriva dal basso.

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