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Jill White, bannata da Facebook per aver pubblicato la foto della figlia in costume da bagno

Voleva semplicemente ritrarre la propria piccola in una posa un po' particolare, in ricordo di una pubblicità degli anni Cinquanta, ma alla fine è stata bannata da Facebook: è questa la storia di di Jill White, mamma e fotografa statunitense che riporta un nuovo caso in cui i social network applicano misure severissime per chi pubblica post riguardanti i minori.

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Vedendo la propria piccola con un bel costumino a pois la donna ha pensato bene di riproporre uno dei manifesti pubblicitari più in voga del passato: quello di Coppertone, una crema solare, un disegno in cui si mostrava un cagnolino attaccato alla mutandina di una bambina che, con il suo morso, spostava l'indumento quel poco da mostrare il segno del costume. Questa volta l'animale è stato sostituito da una seconda bambina, ma la foto, seppur artistica e del tutto innocente, ha attirato l'attenzione del team di Facebook che, dopo una segnalazione ha richiesto alla mamma la sua rimozione.

Detto fatto, Jill ha deciso, così, di eliminare lo scatto caricandone uno nuovo, in cui la parte di sederino scoperta viene “censurata” da un tenero smile. Ma anche questa seconda foto è stata segnalata, con esito, però, differente: la donna ha deciso di non rimuoverla, proprio perché, secondo lei, l'immagine non aveva nulla di pornografico, non mostrava nessun nudo ma, semplicemente, due bambine in costume. Ma la politiche di Facebook in materia sono molto restrittive e, quindi, la donna, allibita, si è vista chiudere l'account per ben 24 ore. Ora non solo il profilo è stato ripristinato, ma anche la foto: dopo una dura battaglia fatta anche di condivisioni, infatti, anche il team di Mark Zuckerberg ha riconosciuto l'innocenza dell'immagine.

Ma Jill White non è l'unica mamma a essere stata bannata da Facebook o da un social network: recente è anche la storia di Courtney Adamo che sui è vista sospendere l'account di Instagram per aver pubblicato la foto della figlia che, alzandosi il vestitino, mostrava l'ombelico. Tutte queste storie ci insegnano come, sempre, bisogna stare molto a attenti a quello che pubblichiamo, sopratutto se nelle foto in questione compaiono dei minori.

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