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Italia.it, la protesta dei traduttori

Italia.it, il sito che dovrebbe diffondere un’immagine positiva e piacevole del nostro paese all’estero, non riesce a decollare. Prima sono stati stanziati troppi soldi per un progetto poco valido online, poi le polemiche sul logo e adesso insorgono i traduttori.

Il problema sta nella paga troppo bassa offerta dal Ministro Michela Vittoria Brambilla, l’annuncio di lavoro citava così: 'Gentili Traduttori, stiamo ricercando nuovi collaboratori da inserire in un progetto di traduzione del ministero del turismo. L'ente ci sta inviando e ci invierà per tutto il 2010 materiale del sito www.italia.it da tradurre in inglese, francese, tedesco e spagnolo. La cartella dettata dal ministero è di 2600 caratteri (??) e il prezzo è di 9 euro lordi con pagamento a 90 giorni'.

Cifre davvero misere che non valorizzano il lavoro degli interpreti che hanno sottoscritto una lettera aperta al Ministro, con oltre 1160 firme, dove denunciano il trattamento: 'Gradiremmo sapere, in quanto membri di una categoria di liberi professionisti, se quanto indicato nell'annuncio, in merito a tariffe e condizioni di pagamento corrisponde a verità. Un traduttore professionista che faccia bene il suo mestiere traduce fino a un massimo di 10-12 cartelle da 1500 caratteri al giorno, equivalenti a circa 6-7 cartelle da 2600 caratteri'.

'Quella proposta corrisponde, quindi, a una tariffa massima di 54-63 euro lordi al giorno, pari in media a 25-30 euro, al netto di contributi previdenziali e imposte. In altre parole, 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri corrispondono, a parità di potere d'acquisto, alla paga giornaliera di un operaio in un sweatshop indonesiano. Una tariffa minima congrua allo sforzo e alla qualità richiesta dovrebbe essere di gran lunga più elevata'.

Inoltre aggiungono che il sito è pieno di strafalcioni: 'Il compenso proposto è, per farla breve, assolutamente inaccettabile e mortificante per la nostra già bistrattata professione. Se le tariffe che offre il Ministero ai suoi traduttori sono queste, non meraviglia che il sito www.italia.it sia pieno di strafalcioni grossolani e imbarazzanti, che danno una pessima immagine del nostro Paese nel mondo. Ci chiediamo se l'immagine dell'Italia all'estero e la valorizzazione delle sue risorse umane non valgano forse un investimento più allineato con il tipo di servizio richiesto e il suo campo di applicazione'.

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