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Islam, Iran: dopo Facebook e Twitter oscurato anche Gmail

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Anche Gmail al centro della censura in Iran. Dopo Facebook, Twitter, Youtube, Google Maps, iTunes e numerosi altri siti e piattaforme web, un altro fondamentale strumento di comunicazione americano è stato bandito: in Iran non è più possibile utilizzare la posta elettronica del motore di ricerca Google. L'agenzia Isna ha riportato che non ci sono ulteriori indicazioni sull'oscuramento e non si sa se il filtraggio sarà temporaneo o meno.

Ieri– si legge sull'agenzia - erano circolate ipotesi sul fatto che i siti di Google e Gmail sarebbero stati filtrati da domenica notte per protestare contro la proiezione su YouTube del film che insulta Maometto”.

Fonti ufficiali iraniane avevano annunciato l'avvio della costruzione di un internet nazionale iraniana ma avevano sottolineato che ciò non avrebbe comportato il “filtraggio” e, dunque, la disattivazione dei servizi di posta elettronica internazionali.

L'Iran porta avanti la censura di Google già da diversi mesi, da quando ha bandito dalle Google Maps la dicitura di “Persico” dal Golfo che i paesi arabi chiamano “arabico”. Numerosi utenti in Iran, comunque, utilizzano connessioni Vpn che consentono di aggirare la censura e accedere ai siti bloccati.

Russia dice addio a YouTube, censure per il film anti-Islam

Nelle scorse settimane, sempre a causa del film anti-Islam, anche la Russia ha annunciato che dal primo novembre avrebbe censurato YouTube. Nella Federazione russa entrano, infatti, in vigore le norme sulle “liste nere” dei siti web ritenuti “dannosi per la salute e lo sviluppo dei bambini” e se le immagini del video anti-Islam saranno dichiarate di contenuto “estremistico” il sito rischierà di essere bloccato per tutti gli utenti russi.

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