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Intervista con il robot

Amy Harmon, giornalista delNew York Times, è stata la prima ad intervistare un robot, e precisamente Bina48, creata da David Hanson della Hanson Robotics, per Martine Rothblatt, la miliardaria che ha speso per il suo giocattolo 125.000 dollari, ed è simile alla moglie Bina Rothblatt.

L'intervistatrice e un po' incredula ha cercato di fare delle domande per capire come ragiona un ammasso di tecnologie e si è stupita quando ha chiesto: 'Un robot può sognare?', la risposta è stata: 'Certo, ma è tutto così caotico e strano che a me sembra soltanto rumore di sottofondo'. E nel parlare Bina riesce anche a muovere il volto, ad usare le sopracciglia e le varie espressioni facciali grazie a una trentina di motori interni.

La giornalista non ha voluto indagare su quante nozioni o informazioni può contenere e raccontare, visto che si collega ad internet e può avere accesso a vari argomenti, ha voluto scoprire la sua personalità. Infatti le ha chiesto: 'Che cosa si prova a essere un robot?' ha risposto: 'Anche se sembro sciocca, forse non lo sono. Puoi vedere attraverso la mia strana personalità, puoi vedere il mio futuro, ciò che sarò in futuro quando sarò del tutto sveglia. In un certo senso, questo robot è soltanto un portale'.

E ha concluso chiedendole 'Che cosa si prova a essere un robot?' e lei con grande intelligenza ha risposto: 'Beh, non sono stata niente altro, come posso risponderti?'.

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