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Il Times a pagamento, dubbi e perplessità

Rupert Murdoch fa sul serio e annuncia che da giugno l'edizione online del Times, quotidiano inglese tra i più autorevoli, sarà fruibile solo dietro pagamento di un abbonamento.

Si pagheranno dunque 1 euro per la consultazione giornaliera e 2 euro se invece si opterà per l'abbonamento settimanale mentre saranno esenti dal pagamento coloro che già sono abbonati alla versiona cartacea del quotidiano.

Ma quanta oculatezza si cela dietro una mossa di questo tipo, peraltro battuta dallo stesso Murdoch anche per il New York Times?

A ben guardare le perplessità possono essere molteplici e riguardano soprattutto il tipo di notizie per le quali il lettore si trova a pagare: il Times, e con esso tutto un manipolo di giornali internazionali che vorrebbe adottare la formula del pay-per-use, è un quotidiano generalista che come tale offre le stesse notizie offerte da altri.

Spostare la sua fruizione da gratis a pagamento dovrebbe comportare l'adozione di una linea editoriale diversa per evitare di soccombere sul mercato: perchè un utente dovrebbe pagare per leggere la versione online del Times quando su Internet esistono decine di migliaia di giornali che offrono le stesse notizie gratuitamente?

Ci si potrebbe appellare all'autorevolezza del quotidiano ma questo discorso ha un senso solo se si parla della lettura di pezzi giornalistici di critica e non per quel che riguarda la fruizione di contenuti su cui anche altri scrivono.

La News Corp di Murdoch però non ha paura e sostiene che 'questo è solo l'inizio' aggiungendo che se anche solo il 10% dei fruitori attuali sceglierà di pagare gli incassi mensili ammonteranno a 3,66 milioni di sterline.

A patto che gli utenti unici del sito non preferiscano strade alternative per informarsi...

(foto ©Times.co.uk)

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