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Il teatro apre ai non udenti grazie alle poltrone high-tech

Marshall McLuhan, studioso di comunicazione, definiva il mezzo tecnologico come un prolungamento della sensorialità e della sensibilità dell'uomo. Le poltrone high tech per il teatro rientrano in questa definizione, poiché consentono ai non udenti di poter sopperire alla loro mancanza con la tecnologia.

Infatti, il progetto 'Dieci teatri per sordi' doterà dieci dei teatri italiani più importanti, tra cui quelli di Roma, Napoli, Venezia, Milano, Bologna, Bari, Firenze, Cagliari, Palermo e Torino, di poltrone speciali, con sensori e trasmettitori di frequenze che consentono ai sordi di percepire il suono tramite vibrazioni tattili. Una regia speciale gestirà i comandi di questa invenzione, aprendo, così il teatro, anche a cloro che non ne possono apprezzare a pieno al magia.

L'idea arriva dall'associazione 'Italia Creativa', e la vicepresidente, Anna Barbarossa, spiega a Corriere.it: 'Il nostro obiettivo è l’integrazione sociale dei non udenti. Da qui la necessità di evitare ogni minima distinzione anche nella seduta'.

Nicolino Caravaggio, presidente della sezione abruzzese dell’ente nazionale sordi, ha aggiunto: 'Oltre a guardare lo spettacolo, possiamo sentire la musica con il corpo. Le vibrazioni sulla poltrona, inoltre, permettono di percepire anche l’atmosfera della scena che si sta svolgendo sul palco, e questo arricchisce il contenuto artistico dell’opera. Al monologo letto o interpretato con la lingua dei segni corrisponde, per esempio, un tono di voce che esprime varie emozioni. Insomma, una nuova esperienza forse un po' più vicina a quella reale'.

Foto: Flickr

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