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Il Garante per la privacy contro Google Street View

A meno di una settimana dal lancio in Italia, Google Street View finisce già nel mirino del Garante per la privacy.

Le foto: tutte le curiosità trovate su Google Street View

Il servizio di Google è stato infatti accusato, da parte di consumatori e associazioni, di violare la privacy non permettendo molto spesso di nascondere, come invece stabilito dalle norme presentate da Mountain View, i volti delle persone e le targhe delle auto riprese dalla telecamera.

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A segnalare l'accaduto è stato l'Adoc che ha fatto sapere di aver "inviato una lettera al Garante per la privacy e alla Polizia Postale chiedendo un chiarimento circa il rispetto della normativa sulla privacy da parte del servizio Google Street View e la sussistenza di eventuali abusi della normativa nell’utilizzo dello strumento. Abbiamo ricevuto decine di telefonate di protesta di persone che si sono identificate o che hanno paura di esserlo. Questo perché il servizio offre una panoramica a 360° gradi della zona prescelta, mostrando le immagini anche di persone e veicoli".

Secondo l'Adoc in Street View "è infatti incorporato un sistema automatico di riconoscimento e successivo oscuramento dei volti e delle targhe ma, data la sua automaticità, è possibile che in determinate occasioni tale riconoscimento non possa essere effettuato, lasciando visibile e quindi riconoscibile il volto o la targa. Non è sufficiente la clausola di garanzia della segnalazione per essere cancellati. E’ materialmente impossibile, per gli utenti, verificare tutti i luoghi dove si potrebbe essere stati fotografati".

Immediata la replica di Google Italia che, tramite il responsabile delle relazioni esterne Marco Pancini, fa sapere che "tutte le immagini vengono scattate in luoghi pubblici e sono del tutto identiche a quelle che qualunque persona potrebbe scattare camminando per le strade di una città".

In questo caso Google si rifà direttamente al pronunciamento dell'ICO - Autorità Garante inglese secondo cui non sussiste alcun problema di violazione della privacy in quanto "l'intento di Google è di raccogliere immagini delle strade e non degli individui".

Non solo, aggiunge Pancini, perchè "esiste anche una procedura molto semplice affinché i cittadini possano richiedere la rimozione delle immagini che ritengono lesive della propria privacy o comunque inappropriate, anche nel caso di immagini già offuscate".

Dunque, dice Google, se si finisce per sbaglio sotto la lente della telecamera si può chiedere la rimozione dei propri dati dal servizio anche se, chiaramente, se c'è stato un danno personale di qualunque tipo dovuto alla presenza su Street View può non bastare la rimozione dell'immagine per sistemare la situazione.

Per questo il Garante chiede che sia fatta chiarezza e soprattutto che Google vada oltre le belle parole e gli intenti mettendo a punto una strategia chiara e inattaccabile perchè la tutela dei dati personali e sensibili resti la priorità per ogni singolo utente, che usufruisca o meno dei servizi del colosso.

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